cyber resilience act

Cyber Resilience Act (CRA): Un Quadro Normativo per la Cibersicurezza dei Prodotti Digitali

1 Aprile 2025
Certificazioni ISO 27001 e ISO 27037 digital forensics informatica forense

Orgogliosi di annunciare il rinnovo delle nostre certificazioni ISO

25 Agosto 2025
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Cyber Resilience Act (CRA): Un Quadro Normativo per la Cibersicurezza dei Prodotti Digitali

1 Aprile 2025
Certificazioni ISO 27001 e ISO 27037 digital forensics informatica forense

Orgogliosi di annunciare il rinnovo delle nostre certificazioni ISO

25 Agosto 2025

Sequestro di dati da smartphone: la Circolare della Procura di Roma di giugno 2025

La Circolare n. 10/2025 della Procura di Roma introduce un nuovo modo di gestire le indagini coordinate dalla procura capitolina.

Nel mondo dell’informatica forense, non basta più “copiare tutto” e vedere in seguito cosa c’è di utile.

Le regole sul sequestro e l’analisi di dispositivi informatici (smartphone inclusi) diventano più stringenti, più garantiste e più complesse.

Oggi, qualsiasi accesso ai dati contenuti in un dispositivo elettronico deve rispettare criteri di proporzionalità, motivazione e selettività.

Non si può più parlare di copie forensi integrali dal contenuto indefinito, né tantomeno accedere liberamente alla messaggistica o ai dati archiviati senza una precisa motivazione o uno specifico percorso giuridico e tecnico.

Il cuore del cambiamento: la tutela della riservatezza e i limiti all’accesso ai dati

La circolare richiama principi chiave già affermati dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale, come:

  • Il divieto di accesso indiscriminato da parte della polizia giudiziaria ai contenuti di telefoni e dispositivi.
  • L’obbligo per il Pubblico Ministero di motivare con precisione le ragioni dell’acquisizione estesa.
  • La necessità di selezionare i dati rilevanti, restituendo quelli irrilevanti anche se in forma digitale.
  • L’uso della copia forense (“copia-mezzo”) solo per il tempo strettamente necessario, evitando che si trasformi in una banca dati a disposizione permanente.

Questo nuovo approccio impone non solo maggiore rigore, ma anche una presenza difensiva tecnica più attiva con Consulenti Tecnici di Parti esperti di Informatica forense.

Il ruolo del Consulente Tecnico di Parte (CTP) di informatica forense

In questo contesto, il consulente tecnico informatico di parte esperto di informatica forense assume una centralità assoluta. Perché?

  1. Verifica la legittimità del sequestro: valuta se il provvedimento rispetta i criteri di motivazione, proporzionalità e specificità richiesti.
  2. Partecipa alle operazioni tecniche: dalla copia forense all’estrazione dei dati in fase di analisi forense, fino alla selezione dei contenuti rilevanti.
  3. Tutela la riservatezza del proprio assistito, vigilando sull’eventuale trattenimento illecito di dati non pertinenti.
  4. Contribuisce al contraddittorio tecnico: può suggerire ulteriori ricerche o opporsi all’acquisizione di elementi non consentiti.
  5. Documenta tutto: attività di logging, catena di custodia, integrità delle copie, tutto ciò che serve per far valere le proprie ragioni in sede giudiziaria.
  6. Svolge le successive analisi di interesse per la parte interessata, che avrà la copia forense in restituzione, per ricercare ed estrarre altri elementi utili per la difesa.

Senza un CTP preparato, il rischio concreto è che vengano estratti più dati del necessario, con violazioni della riservatezza della parte interessata che vengano violati i diritti dell’assistito, con ripercussioni pesanti sul procedimento.

Conclusioni: garantire diritti, proteggere dati, costruire difese solide

Le novità introdotte non sono solo un adempimento tecnico: sono un nuovo modo di fare strategia per la difesa.

Solo con l’affiancamento di un esperto in informatica forense si può trasformare una perquisizione in un’occasione per verificare la legittimità dell’intera azione investigativa.

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