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Il valore probatorio delle email e il disconoscimento di email

disconoscimento emailQual è il valore probatorio di email in Giurisprudenza? Qual è l’orientamento della Giurisprudenza nel 2018 sul valore probatorio delle email?

Vediamo alcune pronunce del 2018 sul valore probatorio delle email della Cassazione.

Con la sentenza n. 5523/2018 e l’ordinanza n. 11606/2018, oltre a definire giuridicamente l’email, vengono indicati i casi in cui le email fanno piena prova.

Che cos’è una email?

Per la Giurisprudenza l’email è un documento informatico. Il documento informatico trova la sua disciplina nel Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) che, nell’articolo 1, comma 1, lettera p) lo definisce come

documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti

Che valore probatorio ha l’email?

Secondo il codice civile l’email rientra nell’ampio genus delle riproduzioni meccaniche, ovvero informatiche, ex art. 2712 codice civile. Dunque, secondo l’art. 2712 cc l’email forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro la quale viene prodotta non provvede a disconoscere l’email.

Il disconoscimento di email si traduce nel contestare la loro provenienza e/o il loro contenuto testuale, dimostrando effettivamente che si tratta di un’email fake.

In tema di disconoscimento delle email è bene però fare una distinzione tra i documenti informatici sottoscritti con firma digitale, che quindi possiedono l’efficacia probatoria ex art 2702 codice civile e documenti informatici privi di sottoscrizione digitale.

Infatti la sentenza di Cassazione 5523/2018, quanto all’efficacia probatorio dei documenti informatici, ricorda che il Codice dell’Amministrazione Digitale

attribuisce l’efficacia prevista dall’art. 2702 cc solo al documento sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, mentre è liberamente valutabile dal giudice, ai sensi dell’art. 20 [del predetto Codice] l’idoneità di ogni diverso documento informatico (come l’email tradizionale) a soddisfare il requisito della forma scritta, in relazione alle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità

L’email è una prova scritta per la Cassazione: questo che fa sì che per quanto attiene la valenza probatoria delle email prive di firma elettronica – non potendosi considerare scritture private (e quindi non facendo piena prova fino a querela di falso) – anche se non disconosciute direttamente dalla parte contro le quali sono state proposte, restano liberamente valutabili dal Giudice.

L’email come prova scritta: come acquisirla?

L’email è un documento informatico a tutti gli effetti e, come tale, deve essere trattato. Per tale motivo è bene, al fine di tutelarsi di fronte ad un eventuale – quasi certo – disconoscimento email da parte di controparte delle comunicazioni via email prodotte a fondamento delle proprie ragioni.

Ciò significa che è necessario adottare tutti gli accorgimenti di natura tecnica che permettono di attribuire alle email adeguati livelli di integrità e paternità, al fine di renderle processualmente valide. Senza dimenticare che l’acquisizione di email e più in generale l’acquisizione di caselle di posta elettronica deve avvenire secondo il principio della completezza: questo per permettere una precisa ricostruzione dei fatti.

Come fare il disconoscimento di un documento informatico?

Per disconoscere un documento informatico, un’email “semplice” o anche per un disconoscimento PEC, occorre contestualizzare la contestazione e non limitarsi a un confronto solo teorico.

Il valore probatorio di una mail non certificata è limitato in quanto è estremamente semplice costruire email fake, salvo che l’email non sia custodita con particolari accorgimenti tecnici come ad esempio il Vault di Google.

Per disconoscere un’email, così come per disconoscere un SMS, potrebbe essere sufficiente mostrare la modalità con la quale il messaggio di posta elettronica può essere creato da zero. Sono numerosi i casi di CTP informatica affrontati da BIT4LAW nei quali è stato chiesto in giudizio di verificare l’attendibilità di un’email.

In molti casi si rinviene l’uso di fake mailer online come questo mostrato nell’immagine seguente.

valore probatorio email